Berlino, Germania (Weltexpress). Nell’affrontare i due attacchi terroristici si sono riscontrate differenze decisive nell’approccio giuridico. Nel caso di Lockerbie si è svolta una vera e propria «inchiesta», seguita da un procedimento penale dinanzi a un tribunale penale. Per l’11 settembre si è assistito invece a una complessa messa in scena politica.
Gli attentati di New York dell’11 settembre 2001 e di Lockerbie del 21 dicembre 1988 sono stati i più gravi episodi terroristici mai indagati dagli Stati Uniti (nel caso di Lockerbie in stretta collaborazione con il Regno Unito). Nell’attentato terroristico contro il Boeing della Pan Am, volo numero 103, che il 21 dicembre 1988 fu fatto esplodere da una bomba a orologeria ad alta quota sopra Lockerbie, in Scozia, tra i 270 morti figuravano anche 190 cittadini statunitensi. Tra i 2.977 morti dell’11 settembre figuravano circa 2.500 cittadini statunitensi.
Entrambe le indagini, tuttavia, differivano notevolmente per portata, procedimenti legali e modalità di approccio giuridico. Colpisce il fatto che il caso di Lockerbie, con 190 cittadini statunitensi tra i deceduti, sia stato oggetto di indagini molto più approfondite rispetto agli attentati dell’11 settembre 2001, in cui sono morti 13 volte più cittadini statunitensi rispetto a Lockerbie.
Nel caso Lockerbie vi furono sforzi congiunti tra Stati Uniti e Regno Unito sotto la guida dell’FBI («Scotbom») e della polizia scozzese, con il sostegno di altri paesi. L’indagine si basò in larga misura su prove forensi raccolte meticolosamente dal luogo dell’incidente (frammenti di bomba e altri minuscoli dettagli), che alla fine portarono all’identificazione dell’autore dell’attentato e dei suoi mandanti.
A New York è andata in modo completamente diverso. Qui non si è cercato per settimane di raccogliere prove forensi. Al contrario, tutto ciò che avrebbe potuto indicare una dinamica dei fatti diversa dalla versione ufficiale è stato eliminato il più rapidamente possibile. Per il governo statunitense e i suoi media compiacenti, i colpevoli erano già stati individuati poche ore dopo l’attacco: Bin Laden e i suoi apprendisti piloti di Boeing, che avrebbero dirottato gli aerei con l’ausilio di taglierini. Perché continuare a cercare altri colpevoli?
Nel caso Lockerbie è stato avviato un procedimento di «inchiesta» (inquest) dinanzi a un tribunale speciale scozzese. Secondo il diritto britannico, un’inchiesta è un’indagine giudiziaria pubblica su un decesso inspiegabile, violento o insolito. Si cerca di accertare chi sia deceduto e quando, dove e in che modo sia sopraggiunta la morte. Un’inchiesta, tuttavia, non è un processo penale e, in linea di principio, non può dichiarare penalmente colpevole una determinata persona.
Nel caso Lockerbie, inoltre, all’inchiesta seguì un vero e proprio processo penale. Due imputati comparvero davanti a un tribunale di Camp Zeist che giudicava secondo il diritto scozzese (senza giuria, ma solo tre giudici); l’imputato Abdelbaset al-Megrahi fu condannato, mentre Lamin Khalifah Fhimah fu assolto.
La Commissione sull’11 settembre, invece, non era un tribunale, bensì un organismo investigativo indipendente e trasversale istituito da una legge federale. Il suo compito era quello di illustrare i retroscena e le circostanze degli attentati e di formulare raccomandazioni per prevenirne altri. Poteva interrogare testimoni ed esaminare documenti, ma non poteva accusare, condannare o punire nessuno.
Con grande dispendio di risorse e un clamore mediatico ancora maggiore, la Commissione sull’11 settembre tenne udienze pubbliche per 19 giorni, ascoltò le testimonianze di circa 160 testimoni, condusse più di 1.200 interrogatori e, secondo quanto dichiarato, esaminò migliaia di documenti. Successivamente pubblicò un rapporto pubblico dettagliato, che fu poi messo a disposizione in ogni libreria degli Stati Uniti.
Con questo enorme dispiego di mezzi, l’amministrazione di George W. Bush era riuscita a far credere all’opinione pubblica che fosse in corso una vera e propria indagine sulle circostanze dell’11 settembre e sulla ricerca dei colpevoli. I media non si sono stancati di sottolineare che le indagini dell’FBI, alle quali hanno partecipato migliaia di agenti, sono state le più vaste nella storia della polizia federale. Tuttavia, le attività della Commissione non si sono nemmeno avvicinate a un’«inchiesta» o a un procedimento dinanzi a un tribunale penale. La Commissione non ha nemmeno identificato le persone responsabili del presunto disastroso fallimento dei servizi segreti statunitensi.
In sostanza, la differenza tra l’analisi dei due più grandi attacchi terroristici contro cittadini statunitensi sta nel fatto che il caso Lockerbie non solo è stato indagato, ma è stato anche oggetto di un processo penale, e per di più pubblico; nel caso della Commissione sull’11 settembre, invece, l’analisi pubblica principale si è limitata a una commissione d’inchiesta condotta con grande dispendio di risorse e clamore mediatico, motivo per cui è stata paragonata a uno spettacolo hollywoodiano.
Nel caso Lockerbie, le testimonianze dei testimoni sono state rese sotto giuramento. Una caratteristica fondamentale del caso Lockerbie era che si trattava di un procedimento penale conclusivo e contraddittorio, in cui le prove venivano esaminate attraverso interrogatori e controinterrogatori di testimoni sotto giuramento in udienza pubblica. I giudici hanno emesso una sentenza scritta dettagliata in cui hanno illustrato le motivazioni che hanno portato alla condanna formale dell’imputato.
In definitiva, le indagini statunitensi sugli attentati dell’11 settembre non hanno portato neanche lontanamente a una conclusione giuridica equivalente a quella del caso Lockerbie. Per questo motivo, negli Stati Uniti regna tuttora grande insoddisfazione tra le famiglie delle vittime e tra studiosi e tecnici indipendenti. Essi chiedono finalmente un’analisi adeguata e rilevante dal punto di vista penale dell’11 settembre, che esamini l’intera catena di eventi e i dettagli forensi noti in udienza pubblica. Questo desiderio ardente potrebbe presto realizzarsi, ma non negli Stati Uniti, bensì nel Regno Unito.
Note:
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