New York, USA (Weltexpress). Nel fine settimana è diminuito il transito di navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz, a causa delle preoccupazioni degli armatori per la recente escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran; lo ha riferito Bloomberg, citando dati provenienti da servizi di monitoraggio del traffico marittimo.

Secondo i dati, domenica hanno attraversato lo stretto in entrambe le direzioni 12 navi. Si tratta di meno della metà rispetto al numero registrato sabato, giorno in cui è avvenuto uno degli attacchi alle petroliere: in quella giornata, le navi commerciali avevano percorso il tratto di mare 28 volte.

Il 24 giugno, prima dell’ultima escalation, avevano attraversato lo stretto 58 navi, il numero più alto dalla fine di febbraio, quando era iniziata l’operazione militare statunitense e israeliana contro l’Iran. Secondo l’agenzia, gli armatori sono divisi sulle prospettive a breve termine per la navigazione attraverso lo stretto. Alcune navi dirette verso il corridoio marittimo hanno esitato a tentare il passaggio. Gli armatori intervistati dall’agenzia hanno dichiarato di aver temporaneamente sospeso i piani di transito attraverso lo stretto.

In precedenza, il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva annunciato nuovi attacchi contro diversi obiettivi militari in Iran, su ordine del presidente Donald Trump. La nota del comando precisava che gli attacchi erano una risposta al presunto attacco iraniano contro una nave commerciale avvenuto il 25 giugno. Secondo il comando, un secondo attacco si è verificato il 27 giugno, quando un drone kamikaze ha colpito la petroliera M/T Kiku, battente bandiera di Panama. Il giorno seguente, Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un accordo per cessare reciprocamente gli attacchi e tenere consultazioni a Doha il 30 giugno, al fine di risolvere le divergenze relative allo Stretto di Hormuz; lo ha riferito il giornalista di Axios Barak Ravid, citando le proprie fonti.

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