Basilea, Confederazione Svizzera (Weltexpress). Chi considera la Confederazione Svizzera un cosiddetto Stato «neutrale» è o stupido o malvagio. Almeno chi ha studiato latino dovrebbe sapere da dove deriva il termine e cosa significa. È vero, la semantica è ciò che conta davvero, non la sintassi.
Uno Stato del capitale in generale, e uno come la Confederazione Svizzera in particolare – dove, non solo a partire dalla legge sulle banche dell’8 novembre 1934, si «ripulisce» più che altrove, soprattutto denaro insanguinato e oro insanguinato – è tutt’altro che neutrale. La cosiddetta neutralità si applica secondo il motto «né l’uno né l’altro» quando si tratta di denaro, cioè nei confronti dei clienti bancari della borghesia di tutti i popoli della terra, e obbliga tutti i dipendenti di una banca, sotto minaccia di sanzioni, alla riservatezza o al rispetto del motto «né l’uno né l’altro». Lo Stato del capitale denominato Confederazione Svizzera, secondo questo motto – spesso definito anche «principio né l’uno né l’altro» – non rifiuta alcun cliente. In breve, la Confederazione Svizzera è un perno e una piattaforma per le borghesie di questo mondo, la criminalità organizzata, il denaro insanguinato e l’oro insanguinato, per non parlare dei fondi illegali e dell’evasione fiscale. In breve: la Confederazione Svizzera protegge i porci piccoli e grandi che si rimpinzano alla mangiatoia, serve dittatori e cartelli con la massima ipocrisia.
Chi mette in discussione tutto questo e molto altro ancora – ciò vale per i paesi della CSI in generale e per la Federazione Russa in particolare, ma anche per i paesi BRICS e quelli del SOZ – non viene trattato con neutralità dai cittadini della Confederazione Svizzera e dai suoi leader, bensì punito con menzogne e inganni, se necessario con la guerra. Che la Confederazione Svizzera sia uno Stato bellico, come sanno bene esperti e critici, difficilmente si potrà spiegare agli ignoranti di questo mondo.
La cosiddetta iniziativa popolare «Tutela della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)» non cambierà nulla al riguardo, né allo status della Confederazione Svizzera. In altre parole: il risultato della votazione del 27 settembre 2026 sarà inequivocabile. La maggioranza vorrà che la Confederazione Svizzera rimanga uno Stato del capitale che «ricicla» il denaro.
















