Berlino, Germania (Weltexpress). Il crollo delle torri del WTC è avvenuto con uno scarto di pochi secondi rispetto alla caduta libera di un sasso. Ciò sarebbe stato possibile solo in presenza di resistenze minime nella struttura edilizia dei piani. I critici vedono in questo una prova di demolizioni controllate, mentre gli istituti governativi statunitensi forniscono invece una spiegazione curiosa.

La prima parte (1/3) di questa serie si è conclusa con l’osservazione che nei rapporti d’indagine ufficiali del governo statunitense (NIST, FEMA, Commissione sull’11 settembre) non si trovano prove di demolizioni controllate. La possibilità di una simile dinamica dei fatti non è stata tuttavia esaminata in modo approfondito. Evidentemente si è accuratamente evitato anche solo di formulare un simile sospetto e di indirizzare i pensieri dell’opinione pubblica nella direzione «sbagliata».

Il National Institute of Standards and Technology (NIST) è un’agenzia federale statunitense facente parte del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. È stato incaricato dal governo di George W. Bush di redigere una perizia sul crollo delle torri del WTC. Come premessa, l’istituto è partito dal presupposto che al di sotto dell’area in cui si è innescato il crollo la «struttura edilizia fosse intatta». In questo modo, l’ipotesi di un’esplosione delle travi d’acciaio è stata esclusa a priori e l’indagine è stata indirizzata verso una direzione artificiale e politicamente ristretta. Dopotutto, non può essere ciò che non deve essere!

Nella sua perizia, il NIST parte dalla velocità di caduta, determinata scientificamente, di parti delle due torri. Nel capitolo «FAQ» (Domande e risposte) relativo all’indagine ufficiale sul WTC, il NIST scrive al punto 31:

«Il NIST ha stimato che il tempo trascorso prima che i primi pannelli esterni raggiungessero il suolo, a partire dall’inizio del crollo in ciascuna delle torri, fosse di circa 11 secondi per il WTC 1 e di circa 9 secondi per il WTC 2.»

Quindi:

  • Torre sud (WTC 2): circa 9 secondi
  • Torre nord (WTC 1): circa 11 secondi

Il link diretto al punto 31 delle FAQ del NIST è qui.

Secondo il NIST «i valori si basano su analisi video e registrazioni sismiche». Il NIST spiega a questo proposito che la struttura dei piani delle torri al di sotto del «punto di inizio del crollo», ovvero al di sotto dei rispettivi piani in cui è iniziato il crollo, ha opposto solo una resistenza minima, cosicché la parte superiore dell’edificio è crollata «essenzialmente in caduta libera», come si può vedere nei video.

Ciò significa quindi che le torri, alte 110 piani, sono crollate su se stesse a una velocità appena inferiore a quella di un sasso in caduta libera! Ciò implica che, secondo il NIST, i piani sottostanti, poggianti su travi d’acciaio, abbiano opposto solo una resistenza minima. Il NIST lo spiega in modo piuttosto categorico con lo «slancio travolgente della massa che crollava su se stessa» delle torri.

Qui, tuttavia, salta all’occhio un errore logico monumentale. Infatti, la «quantità di moto travolgente della massa che crollava su se stessa» doveva pur svilupparsi. Non esisteva immediatamente fin dall’inizio. Tanto più che lo stesso NIST parte dal presupposto che le travi d’acciaio e la struttura dei piani al di sotto dell’area in cui si è innescato il crollo fossero in gran parte intatte.

Affinché, in queste condizioni, possa svilupparsi una «forza d’inerzia travolgente della massa che crolla su se stessa», dovrebbero essere soddisfatte alcune condizioni improbabili:

  • In primo luogo, l’alluminio degli aerei, al momento dell’impatto, avrebbe dovuto frantumare completamente tutte le massicce travi d’acciaio nel piano colpito, in modo che i piani sovrastanti, come un blocco intatto, potessero crollare immediatamente e in modo uniforme sul piano dell’incidente e poi sui piani sottostanti, senza ribaltarsi di lato.
  • In secondo luogo, la massa di questo blocco composto da circa dieci piani, proveniente dalla parte superiore delle torri, ciascuna alta 110 piani, avrebbe dovuto generare fin dal primo istante quella «inarrestabile quantità di moto della massa che crolla su se stessa» con cui il NIST spiega il crollo.

Il volo American Airlines 11 si è schiantato alle 8:46 in posizione obliqua contro i piani dal 93 al 99 del WTC 1 (torre nord). A causa della posizione obliqua, l’impatto ha colpito diversi piani. Ma proprio a causa di tale posizione, non sarebbe mai stato possibile eliminare tutte le travi d’acciaio su ogni piano. Anche supponendo che l’aereo, a causa dell’elevata velocità d’impatto e della grande massa, potesse causare danni ingenti alla struttura in acciaio, sui piani colpiti dovevano comunque sussistere, dopo l’impatto, delle resistenze dovute a pilastri e puntoni in acciaio.

Non occorre aver studiato fisica quantistica per rendersi conto che queste resistenze ai piani avrebbero dovuto rallentare il crollo delle torri all’inizio del crollo, tanto più che il blocco superiore danneggiato delle torri non avrebbe potuto sviluppare, da fermo, lo «slancio travolgente della massa che crolla su se stessa» invocato dal NIST.

In realtà, però, le immagini e i video del crollo mostrano che anche la parte superiore delle torri, alte 110 piani, crolla su se stessa quasi come in caduta libera. I critici ne deducono che sui piani non potessero più esserci ostacoli in acciaio, perché le massicce travi d’acciaio erano state fortemente indebolite dalle conseguenze dell’impatto degli aerei e dagli incendi successivi, come sostiene la versione ufficiale, oppure perché erano state fatte saltare in aria, come sostengono i malvagi teorici della cospirazione.

Molti esperti indipendenti ritengono inoltre che il cherosene presente negli aerei coinvolti nell’incidente non avrebbe potuto in alcun modo provocare un incendio tale da indebolire la struttura interna in acciaio delle torri al punto da causarne il crollo. Gruppi statunitensi, ma anche internazionali, di architetti, ingegneri strutturali, artificieri, fisici, chimici e scienziati dei materiali, che da 25 anni si occupano professionalmente e scientificamente della questione dell’11 settembre, ritengono che la versione ufficiale del governo statunitense sugli eventi, ancora oggi valida, sia una favola in palese contraddizione con le leggi elementari delle scienze naturali.

Note:

Nella nota a piè di pagina è riportato un elenco dei principali critici e scettici dell’11 settembre organizzati a livello internazionale.

Nella parte 3/4 apprendiamo che già l’11 settembre, il giorno della tragedia, esisteva un critico, ormai famoso in tutto il mondo, della versione ufficiale del governo statunitense sull’11 settembre. Allo stesso tempo, il crollo della terza torre, il WTC 7, avvenuto lo stesso giorno, ha reso ancora meno credibile la versione ufficiale dell’11 settembre, elevata a dogma dal governo di George W. Bush.

Nota a piè di pagina: Oltre ad «Architects & Engineers for 9/11 Truth» (AE911Truth) esistono molti altri gruppi simili, sia associazioni professionali che organizzazioni che fanno parte del più ampio «movimento per la verità sull’11 settembre» e che mettono in discussione parti essenziali della versione ufficiale degli attentati dell’11 settembre 2001 – spesso concentrandosi sul crollo degli edifici del World Trade Center – e chiedono nuove indagini.

Ecco i principali gruppi documentati pubblicamente:

Gruppi professionali o specialistici

  • «Scholars for 9/11 Truth» – Fondato nel 2005 da James H. Fetzer e Steven E. Jones. Un’associazione di accademici e scienziati provenienti da diverse discipline che mettono in dubbio la versione ufficiale.
  • «Scholars for 9/11 Truth & Justice» (STJ911) – Nato nel 2007 come scissione dal gruppo sopra citato. Si concentra maggiormente sulla ricerca scientifica e sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo alle questioni aperte relative all’11 settembre.
  • «Firefighters for 9/11 Truth» (FF911 Truth) – Un’alleanza internazionale di vigili del fuoco in servizio ed ex vigili del fuoco che chiede una nuova indagine secondo gli standard nazionali e vuole che vengano prese in considerazione le prove relative al crollo del WTC.
  • «Lawyers’ Committee for 9/11 Inquiry» – Un gruppo di avvocati, investigatori e altri professionisti che persegue strategie legali per una maggiore trasparenza e responsabilità riguardo agli eventi dell’11 settembre.
  • «Actors & Artists for 9/11 Truth» – Presenta dichiarazioni e sostegno da parte di attori, artisti e personaggi dello spettacolo che mettono in dubbio la versione ufficiale.
  • «Scientists for 9/11 Truth» – Una rete o un’iniziativa affine di scienziati che indagano sugli aspetti scientifici degli attentati.

Organizzazioni più ampie o di coordinamento

  • «9/11 Truth» (911truth.org) – Un portale centrale e un’organizzazione che dal 2004 coordina informazioni, attivismo e collegamenti tra i vari gruppi del movimento «9/11 Truth».
  • «Patriots Question 9/11» – Compila elenchi di persone (militari, agenti dei servizi segreti, forze dell’ordine, funzionari governativi, ingegneri, piloti, professori, sopravvissuti ecc.) che hanno pubblicamente messo in discussione la versione ufficiale.
  • «International Center for 9/11 Justice» – Si dedica alla ricerca, all’istruzione e alla sensibilizzazione a livello internazionale per chiedere giustizia in relazione all’11 settembre.
  • «Religious Leaders for 9/11 Truth» – Incoraggia i leader religiosi di diverse tradizioni a sostenere le richieste di ulteriori indagini.

Ulteriori riferimenti

Il più ampio «movimento per la verità sull’11 settembre» comprende numerosi gruppi locali, nazionali e internazionali, coalizioni (come iniziative precedenti quali ReThink911), nonché siti web collegati o gruppi minori in paesi quali gli Stati Uniti, il Canada, l’Europa (ad esempio nell’area di lingua tedesca con collegamenti al materiale di AE911Truth), l’Australia e altrove. Alcuni sono di natura professionale (piloti, medici, veterani ecc.), altri sono piuttosto reti di attivisti di carattere generale.

AE911Truth rimane uno dei gruppi più noti e longevi, che si concentra specificamente su architetti e ingegneri e sostiene la tesi della demolizione controllata dei crolli del WTC. Il livello di attività di queste organizzazioni varia nel corso del tempo e molte hanno membri, ricerche o obiettivi in comune.

Vedi gli articoli

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