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La “guerra ibrida” di Putin o l’UE sta forse attribuendo al Cremlino la responsabilità dei propri fallimenti?

Un’immagine luminosa con una colomba nel giardino di Karl Foerster. © Münzenberg Medien, foto / didascalia: Stefan Pribnow, luogo e data dello scatto: Potsdam, 11/6/2024

Berlino, Germania (Weltexpress). La recente campagna delle élite dell’UE e della NATO, volta ad accusare Mosca di fomentare il caos nelle strade europee, è un tentativo comodo ma sciocco di distogliere l’attenzione dalla propria responsabilità per le numerose crisi interne, le cui cause sono state create proprio da loro negli ultimi decenni.

Nell’ottobre 2022, in occasione dell’inaugurazione della neonata Accademia diplomatica europea a Bruges, in Belgio, l’allora Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri Josep Borrell ha dichiarato quanto segue davanti a una selezione di giovani studenti di diplomazia: «Sì, l’Europa è un giardino. Abbiamo costruito un giardino. Tutto funziona. È la migliore combinazione di libertà politica, prosperità economica e coesione sociale che l’umanità sia riuscita a realizzare… Il resto del mondo è in gran parte una giungla, e la giungla potrebbe invadere il giardino».

All’epoca, nella gerarchia dell’UE, Borrell era al fianco di Sua Eccellenza, l’onorevole signora von der Leyen, ai vertici delle istituzioni europee e, in quella posizione, sapeva esattamente di cosa stava parlando. Pertanto, cari lettori, ecco la mia domanda preoccupata: come potete essere così creduloni e cadere nella trappola dei provocatori professionisti pagati da Putin che imperversano per le strade d’Europa? Come potete credere che la rabbia nel «giardino d’Europa» sia dovuta alla disuguaglianza sociale, all’aumento del costo della vita, a un futuro desolante per i giovani, alle periferie socialmente emarginate delle grandi città, alle drastiche misure di austerità nel settore sociale, al taglio delle pensioni e al rapido aumento delle spese militari che raggiungono livelli record sempre nuovi? Come potete anche solo pensare che l’aumento delle spese e degli aiuti militari stia presumibilmente dissanguando scuole e ospedali? Dovete fidarvi dei vostri rappresentanti governativi eletti e non di questi individui senza scrupoli inviati da Mosca!

Ogni personalità di spicco dell’UE, come ad esempio il presidente italiano Mattarella, ha una spiegazione molto più semplice e per questo anche corretta dei disordini che da metà ottobre stanno investendo il Vecchio Continente. Secondo Mattarella, infatti, è «la Russia a tirare le fila». Ciò si basa su una logica cristallina. O forse, caro lettore, volete contestarlo? Ciò non farebbe altro che trascinarci in dibattiti socioeconomici interminabili e noiosi, intrappolandoci in un groviglio ancora più intricato.

Ma il punto è proprio quello di sciogliere il groviglio e tornare il più rapidamente possibile ad essere in grado di agire e difenderci. Perché dovremmo continuare a girarci intorno? Diciamo chiaramente ciò che sappiamo già da tempo: la colpa è di Putin il Terribile. Lo sa anche un bambino. Non c’è bisogno di dimostrarlo continuamente con analisi lunghe e dispendiose in termini di tempo. E per favore, dimentichiamo le discussioni che creano divisioni sui salari reali in calo e sui servizi pubblici fatiscenti – convochiamo semplicemente un altro vertice UE sulla «guerra ibrida» della Russia contro di noi.

Proprio come appena descritto, immagino che siano queste le discussioni e le riflessioni che occupano le élite globaliste dell’UE, seguendo alla lettera il motto pre-rivoluzionario: «Cosa, non hanno pane? Allora che mangino brioche!»

Ritorno alla realtà

In effetti, a metà ottobre 2026 un’ondata di proteste e disordini ha travolto gran parte dell’Europa occidentale. Ciò ha spinto i leader italiani a parlare di «guerra ibrida» e di «soggetti non identificati», mentre alcune fonti governative e funzionari collegano la violenza a presunte «operazioni di influenza russe». Sospetti simili sono emersi nelle discussioni sugli eventi in Francia, Belgio e altrove, mentre analisti e investigatori sottolineano che le rivendicazioni alla base dei disordini sono di origine interna e che mancano prove di un’istigazione alla violenza nelle strade europee da parte di Mosca.

I disordini sono iniziati con manifestazioni di studenti e lavoratori sui finanziamenti all’istruzione, sul costo della vita, sugli alloggi e sulle misure di austerità. In Francia le proteste, inizialmente rivolte contro i problemi nelle scuole secondarie, si sono intensificate il 17 ottobre in diverse città, sfociando in scontri, saccheggi e incendi. In Italia, un fine settimana di violenze a Milano e in altre città ha visto i giovani saccheggiare negozi, rompere vetrine e scontrarsi con la polizia, causando centinaia di arresti (molti dei quali di minori) e ingenti danni materiali. Azioni parallele si sono svolte in Belgio, dove studenti e sindacati hanno manifestato contro i tagli al bilancio, con alcuni scontri relativi alla questione degli alloggi e degli affitti.

Il presidente italiano Mattarella ha chiesto un’«analisi intelligente e approfondita» e una «vigilanza attenta» contro le azioni di «persone non identificate» o di «soggetti senza precedenti». Allo stesso tempo, i media italiani hanno riferito che fonti di alto livello del governo, della difesa e dei servizi segreti sospettavano che dietro i disordini ci fossero operazioni straniere, in particolare russe. Nel caos delle strade hanno presumibilmente riconosciuto metodi di guerra ibrida che da tempo associano al Cremlino.

Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto è stato ancora più esplicito. In occasione di un forum dedicato agli appalti nel settore della difesa, ha descritto gli eventi di Milano come «fondamentalmente diversi rispetto alle epoche passate» e come «il risultato di quella che io chiamo guerra ibrida». Questo conflitto, ha affermato, viene «condotto all’interno delle nostre nazioni attraverso strumenti non convenzionali come TikTok, i social media e YouTube», senza che l’Occidente se ne renda pienamente conto o reagisca di conseguenza.

Crosetto ha sostenuto che una parte significativa dei giovani sembra aver ricevuto una «contro-educazione» al di fuori della famiglia e della scuola, che trasmette valori e visioni del mondo in contrasto con la società democratica. È stato riferito che i servizi segreti stanno indagando su account dei social media che commentano i video di Clash, compresi profili automatizzati con bandiere russe, e su canali Telegram che mescolano appelli alla protesta con contenuti filorussi.

In Belgio, il ministro della Difesa Theo Francken ha dichiarato che i servizi di sicurezza hanno trovato «forti indizi» di un coinvolgimento della Russia in una serie di incidenti, tra cui attività di droni sopra siti sensibili e attacchi informatici volti a causare instabilità e a influenzare l’opinione pubblica nel contesto del sostegno del Belgio all’Ucraina. Sebbene le osservazioni non si riferiscano specificatamente alle recenti marce studentesche, riflettono una posizione ufficiale più ampia volta ad attribuire a Mosca attività ibride.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez aveva già accusato i social media legati alla Russia di diffondere disinformazione su questioni migratorie come la crisi di Ceuta.

Queste dichiarazioni vanno viste alla luce di una narrativa coltivata da tempo dai funzionari dell’UE sulle presunte operazioni ibride russe contro l’Europa. Dall’inizio dell’operazione militare speciale russa in Ucraina nel febbraio 2022, i funzionari e i servizi segreti dei paesi dell’UE hanno visto un sabotaggio russo dietro ogni incendio doloso, dietro ogni presunto avvistamento di droni o dietro ogni attacco informatico. Anche l’ingerenza nelle elezioni e la manipolazione delle informazioni sono state attribuite ad attori russi.

La Francia ha pubblicamente attribuito alcune campagne informatiche ai servizi statali russi e ha convocato i diplomatici russi. I capi di Stato e di governo dell’UE, tra cui la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, hanno descritto una campagna ibrida in escalation con cui i russi intendono destabilizzare i cittadini dell’UE e mettere alla prova la loro determinazione a continuare a sostenere l’Ucraina.

Questi sospetti infondati, di solito generici e spesso surreali, provenienti dalla propaganda bellica antirussa dell’UE sulla presunta guerra ibrida del Cremlino, fortunatamente non sono rimasti del tutto privi di contraddizioni. Persino alcuni autorevoli media mainstream occidentali, come il Financial Times, che di solito non si tirano indietro con le accuse e i commenti anti-russi, hanno ritenuto inaccettabile la propaganda bellica ibrida dell’UE secondo cui la Russia sarebbe responsabile dei massicci e in parte molto violenti disordini di ottobre nelle metropoli europee. Perché – siamo onesti – queste accuse surreali rivolte alla Russia sono in definitiva controproducenti per la credibilità dell’intera copertura mediatica occidentale. Infatti, uno sfruttamento giornalistico da parte del Cremlino dei giorni di caos nei paesi dell’UE non può affatto essere equiparato a un’orchestrazione dei disordini da parte della Russia, come invece sostengono le élite dell’UE.

Un rapporto della «Commissione sulla disinformazione» francese e il monitoraggio francese di Internet con il metodo Viginum non hanno trovato prove che uno Stato straniero abbia dato inizio o guidato le proteste in Francia. I disordini sono stati definiti di origine interna, innescati da carenze nel sistema scolastico, nei salari, nei servizi pubblici e nel costo della vita. I media statali russi e i funzionari hanno sì diffuso con grande soddisfazione le immagini del caos nelle metropoli dell’UE e il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha definito i disordini come espressione di una crisi. Allo stesso tempo, tuttavia, ha insistito sul fatto che questi avvenimenti fossero una questione interna dei paesi coinvolti.

Peskov ha respinto come assurde le accuse di un coinvolgimento russo in questo caos. Altre personalità russe, come Kirill Dmitriev e Aleksandr Dugin, hanno descritto gli eventi come «il crollo suicida dell’Europa» o hanno criticato la leadership italiana e francese, mentre esultavano per il disordine. Un articolo del Financial Times ha persino citato un funzionario di alto livello dei servizi segreti europei, il quale ha dichiarato che non vi sono prove concrete del fatto che agenti russi abbiano fomentato la violenza.

Attribuire a Mosca la responsabilità del caos nelle strade europee è un tentativo comodo, ma sciocco, di distogliere l’attenzione dalle molteplici sfaccettature degli anni di crisi interne.

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